Il pensatore

«La maggioranza è un’assurdità. L’intelligenza è sempre stata dei pochi» (Friedrich Schiller).

Così credo si possa definire la situazione odierna, nella quale ci troviamo a vivere, prede inconsce o volontarie di un’oligarchia occulta, la quale ci induce a credere ciecamente a tutto ciò che ci venga presentato come dogma scientifico supportato da dati, statistiche e studi effettuati da esperti della cui maggior parte non viene nemmeno verificata la competenza. O spesso, seppure accertata la competenza, nessuno si sogna di indagare sulla loro onestà o sulla collusione con centri d’interesse o di potere che fa loro affermare con apparente sicurezza tutto ciò che a quest’ultimi fa comodo. Padron comanda (paga), cavallo trotta.

Non abbiamo imparato nulla

Gli orrori del nazismo e del fascismo non devono più ripetersi, si istituisce la giornata della memoria (seppure limitata alla «shoa» degli Ebrei), affinché «non si dimentichi», la «cancel culture» e l’ideologia «woke» pretendono di cancellare le ingiustizie sociali o razziali del passato ma, in realtà, nessuno o quasi si rende conto del pericolo molto più attuale che minaccia la nostra società di oggi: il totalitarismo pseudo-scientifico, che la massa tende ad accettare e seguire ciecamente, né più né meno di quanto fece il secolo scorso la stragrande maggioranza del popolo tedesco nei confronti del nazismo o quello italiano con il fascismo. Anche allora, la grande maggioranza seguì in buonafede – almeno all’inizio – chi prometteva un avvenire migliore, salvo poi fare dietrofront, soprattutto a guerra finita e al sicuro da ritorsioni, dichiarandosi antinazisti o antifascisti. Ma, a quanto sembra, la massa di oggi non ha imparato nulla e sta commettendo lo stesso errore.

Quali le differenze fra nazifascismo e totalitarismo pseudo-scientifico moderno?

La massa di oggi è talmente concentrata sulla dannazione del passato, da non rendersi conto che, sotto altre forme, sta mettendo in atto nel presente le stesse ideologie che pretende di condannare. Quali le differenze fra nazifascismo e totalitarismo pseudo-scientifico moderno?

Innanzitutto, l’identificazione chiara dei responsabili, Hitler e Mussolini, e la circoscrizione nazionale – seppure con chiare mire espansionistiche – del fenomeno. A differenza del nazifascismo, del totalitarismo moderno non siamo in grado di identificare gli autori, salvo accenni tutt’altro che comprovati ai vari George Soros, Klaus Schwab, David Rockefeller, Bill Gates e altri – guarda caso tutti miliardari, e che quindi sarebbero comunque nel mirino del proletariato. Lungi da me l’idea di farne dei santi o di assolutamente negare a priori le loro responsabilità ma, anche se così fosse, al contrario dei grandi despoti del passato, non si mettono in gioco in prima persona, si limitano a tirare i fili dietro le quinte, subdolamente, lasciando la scena a politici di cui finanziano e ovviamente determinano l’azione.

Questa identificazione ha fatto sì che, mentre contro i due poteri dittatoriali del secolo scorso si è potuta avviare una guerra con milioni di morti oggi, anche volendo, non si potrebbe ricorrere alle armi perché non si saprebbe a chi sparare. Questo potere occulto poi, è quello che le guerre le finanzia, ma sempre mandando avanti dei politici-marionetta, dei clown forse ignari o forse contenti di essere asserviti che, a seconda di come andranno le cose, saranno osannati e insigniti del Premio Nobel oppure sbattuti impietosamente alla sbarra del Tribunale internazionale per crimini di guerra.

Il terzo punto che differenzia il nuovo totalitarismo dal vecchio che si credeva sconfitto nel 1945, è che quest’ultimo era circoscritto a delle nazioni ben definite, contro cui si erano schierate le altre che, avendo vinto la guerra, ottennero il diritto di definirsi i «buoni», distinguendosi dai «cattivi» Germania, Italia e Giappone. Il nuovo totalitarismo pseudo-scientifico invece, è più subdolo e sovrannazionale. Si è infiltrato in tutti i paesi – in minore o maggiore misura – con l’etichetta di ambientalismo, svolta climatica, talebanismo ecologico, pandemia e quant’altro. E agisce con il paradossale consenso di quelle stesse masse – che opprime con divieti, tasse e balzelli – convinte che pestarsi gli zebedei di propria volontà sia meno doloroso che esporli alle martellate di terzi.

Gli strumenti del totalitarismo pseudo-scientifico

Il primo e più importante è la stoltezza delle masse. Prendendo per buona la massima di Schiller riportata all’inizio dell’articolo, più la massa s’ingrandisce e tanto più l’intelligenza vi si diluisce. E il comodo istinto del gregge ha il sopravvento sulla ben più faticosa arte di pensare autonomamente. Su tutti e due i fronti, il pro come il contro, più è grande il gregge che si decide di seguire e tanto maggiore è il senso di sicurezza di essere nel giusto. E quanto più ci si crede nel giusto, tanto più si demonizza, si insulta e si denigra chi la pensa diversamente, cui si vorrebbe togliere il diritto di pensare e di esprimersi.

Il secondo strumento del totalitarismo pseudo-scientifico è senz’altro la comunicazione. Dai media cartacei a quelli audiovisivi, passando dalla rete Internet, il martellamento è continuo. I moderni Hitler e Mussolini – ben celati nelle loro torri d’avorio e camuffati da filantropi ecologici, ambientali, climatici o sanitari – esercitano il potere non più ricorrendo alla violenza, ma alla comunicazione pilotata anonimamente e supportata con studi pseudo-scientifici – non c’è bisogno che siano provati, basta che siano verosimili agli occhi e orecchi di chi ci vuole credere – che, a seconda del fronte che li commissiona, dicono tutto e il contrario di tutto. Statistiche e dati manipolati ad arte da sedicenti «esperti» hanno il solo scopo di far dire alla gente: «Se lo dicono loro… chi sono io o chi sei tu per contraddirli?!».

Cui prodest?

A chi giova tutto ciò? La crisi del Coronavirus ha evidenziato – per chi osa mettere in dubbio il pensiero unico, ma fortunatamente il numero di costoro sembra essere in crescita – che dietro a mascherine, vaccini, lockdown e terrorismo sanitario, ci sono stati interessi miliardari che con la politica di prevenzione e terapia del Covid avevano poco a che vedere. Oggi, qualcosa comincia a trapelare, sta sorgendo qualche dubbio in più, quando addirittura certe decisioni prese dalle autorità non risultano essere state controproducenti. Ma intanto, il regime politico d’emergenza – quasi l’introduzione della legge marziale – imposto mediante decreto federale con il pretesto della pandemia, ha preso piede e, nonostante le smentite dette poc’anzi sulla validità di parecchie misure e decisioni governative, la Legge sul Covid è stata accettata in votazione popolare, confermando la fiducia del sovrano nel governo, anche quando questo non la merita affatto. Un governo ben allineato agli altri governi nazionali -una sorta di gregge nel gregge – nell’applicare regole e leggi dettate da centri di potere contro cui è difficile combattere perché non identificabili. Almeno, Hitler e Mussolini sapevamo che faccia avevano e dove stavano di casa. I neo-totalitaristi invece no.

 

Phil O’Soph

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