Un amico mi ha fatto una domanda che non esito a estendere a voi: dove sarebbe la Svizzera senza l’UDC?

Pensiamoci bene. In un paese dove tutti gli altri partiti – chi senza riserve come il PS, chi con qualche riserva ma solo per ragioni elettorali, come il PLR e il PPD – sono a favore dell’adesione all’UE, come in passato erano a favore dello Spazio economico europeo, chi ha frenato la fregola europeistica che pervade la Berna federale? La risposta è inequivocabile: l’UDC! Chi ha saputo convincere il popolo votante a respingere dapprima l’adesione allo SEE, poi a sostenere varie iniziative a favore della libertà e dell’indipendenza del nostro paese? Ancora una volta l’UDC, anche se – purtroppo – è riuscita e riesce spesso a convincere le cittadine e i cittadini a votare contro le direttive dei rispettivi partiti, ma molto meno spesso a lasciare quei partiti che, di fatto, non li rappresentano più. Entrano in ballo motivi affettivi di appartenenza ancestrale, timori di ritorsioni in campo professionale o commerciale (questi partiti sono ancora in grado, purtroppo, di manovrare appalti e impieghi), o paure di essere tacciati di “voltamarsina” o quant’altro ma, a livello pratico, quattro anni di mugugni e di chiaro consenso alle iniziative UDC nelle urne, sfociano nella maggior parte dei casi nell’elezione degli stessi partiti e delle stesse persone oggetto di questi medesimi strali. E niente cambia.

È chiaro, senza l’UDC – che da quel trampolino si involò nei successi elettorali che nel 2007 la portarono a quasi il 30% – la Svizzera sarebbe entrata nello SEE nel 1992, 30 anni fa. Quella fu la regina di tutte le battaglie politiche, perché l’UDC fu veramente sola contro tutti. Sola, ma con alle spalle il popolo, e questo fece capire quanto importante fosse per la classe politica percepire e applicare la volontà del sovrano. Ma, a quanto sembra, lo capì soltanto l’UDC. Infatti, immediatamente dopo il NO popolare allo SEE, la classe politica federale – mostrando il massimo disprezzo per il volere del popolo – depositò a Bruxelles la domanda d’adesione all’UE. E nonostante dicano di non voler aderire all’UE, tutti i partiti di governo, salvo l’UDC, si opposero per lungo tempo al ritiro ufficiale di questa assurda domanda d’adesione.

Dovrebbe essere quindi chiaro a tutti, che i partiti storici, PLR e PPD, quando dicono di non volere l’adesione e di voler proseguire sulla via bilaterale, MENTONO!

Senza l’UDC che la combatté fino alla fine, la Svizzera sarebbe entrata a far parte dell’ONU ben prima del 2002. Da allora sono passati 20 anni, e le conseguenze negative a suo tempo vaticinate dall’UDC sono diventate realtà. La neutralità svizzera – che ci ha permesso di superare quasi indenni due guerre mondiali – sconsideratamente affidata a delle personalità politiche incapaci e ammalate di protagonismo, è già stata brutalmente calpestata. Dagli impegni militari all’estero in cosiddette missioni di “mantenimento della pace”, oggi si è giunti alla partecipazione a un’operazione armata dell’ONU con il libero passaggio concesso a forze militari straniere impegnate in Libia. È quindi altrettanto chiaro: quando nella campagna di voto sull’adesione all’ONU, PLR e PPD hanno dichiarato che la neutralità svizzera non sarebbe stata minimamente intaccata, HANNO MENTITO!

E andiamo avanti: a impedire lo sperpero dei soldi ricavati dalla vendita dell’oro della BNS nella famigerata “Fondazione di solidarietà” è stata anche qui decisiva la posizione intransigente dell’UDC.

E chi fu l’autore dell’inasprimento delle leggi sull’asilo e sugli stranieri? Christoph Blocher, anche se Eveline Widmer-Schlumpf, succedutagli dopo la sua ignobile destituzione dal Consiglio federale, fece di tutto – purtroppo riuscendoci – per riportare l’applicazione di dette leggi al lassismo di prima.

E quale partito politico sostenne ufficialmente l’iniziativa contro i minareti? Ancora una volta l’UDC.

E chi, infine, lanciò e portò al successo l’iniziativa per l’espulsione dei criminali stranieri ? L’UDC, ma mi sto ripetendo. Gli altri partiti pensarono bene di contrapporle un controprogetto che, di fatto, neutralizzava completamente quanto richiesto dall’iniziativa e peggiorava di molto lo stato attuale delle cose. La popolazione non si lasciò ingannare e hriconobbe la validità della proposta UDC. Ma anche qui, quando PLR e PPD affermavano che il controprogetto andava nella stessa direzione dell’iniziativa, HANNO MENTITO!

Sembrerebbe pura retorica ma, quando si guarda retrospettivamente a tutti i problemi che l’UDC ha saputo identificare e combattere in questi ultimi trent’anni, in particolare chiamando il popolo alle urne, si può affermare che l’UDC HA SALVATO LA SVIZZERA!

Ma è importante che possa continuare a farlo, e la battaglia si fa sempre più ardua. Il nemico più pericoloso non è nemmeno l’UE, è piuttosto quello annidato al nostro interno, composto da veri e propri traditori che non esitano a sacrificare i valori che hanno fatto della Svizzera un “Sonderfall” riconosciuto e invidiato ovunque, sull’altare del loro vergognoso protagonismo.

Il 2023 è anno di elezioni federali. Ed è ora che, alla luce delle reiterate menzogne propinateci dai partiti di centro, i loro elettori cambino rotta. Ma per rimediare a una situazione così degradata, non basta votare senza l’intestazione di partito: chi rivuole i valori tradizionali d’ispirazione borghese ha una sola alternativa, VOTARE UDC!

Eros N. Mellini

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