Di nuovo in corsa per il Consiglio nazionale

Calmatasi la buriana delle elezioni cantonali di aprile, eccoci all’appuntamento con quelle nazionali del 23 ottobre 2011.

L’avvenuta congiunzione delle liste con la Lega, la perdita di consensi di PLRT e PS, una presenza continua sul campo e nei media, un impegno verso il popolo a portare in avanti tre semplici ma basilari princìpi a salvaguardia della libertà e dell’indipendenza del nostro paese, mai come quest’anno abbiamo riunito tante opportunità di conquistare un seggio al Nazionale che ci permetterebbe, finalmente, di profilarci anche in Ticino con la nostra politica UDC (che sui temi economici e sociali ci differenzia non poco dalla Lega). Avere un interlocutore diretto alle Camere – non solo un leghista nel gruppo parlamentare UDC, benché benvenuto è pur sempre il rappresentante di un movimento limitato ai confini cantonali – rafforzerebbe in modo determinante un dialogo fra gli organi cantonali e federali del partito, dialogo che peraltro si è già sensibilmente sviluppato in questi ultimi anni. Abbiamo ottenuto interventi alle Camere federali da parte del nostro gruppo parlamentare su temi importanti per il Ticino, grazie alla nostra segnalazione si sono introdotti i frontalieri nelle categorie di stranieri toccati dalla nostra recente iniziativa “contro l’immigrazione di massa”, immaginatevi quanto sarà facilitata la nostra influenza sui problemi nostrani una volta che avremo un nostro rappresentante a diretto contatto con gli addetti ai lavori!

Christoph Blocher, dopo una tavola rotonda con l’economia ticinese alla quale ha partecipato dietro nostra richiesta, ha detto: “Ho saputo più cose sulla vostra realtà cantonale in queste due ore, che in anni di presenza nella politica federale a contatto diretto con la deputazione ticinese”. Ergo: la deputazione ticinese non ha o evita volontariamente il contatto e la collaborazione con il maggior partito svizzero.

Ecco perché è più necessario che mai

E. Mellini

Eleggere a Berna un UDC DOC il prossimo 23 ottobre 2011.

Fin qui spero che siamo tutti d’accordo. Ora, in un sito che si chiama erosmellini.ch la domanda a cui rispondere è

Perché eleggere Eros Mellini?

Premetto che la rosa di candidati presentata dall’UDC è valida, in ogni caso era la più forte che potessimo presentare alla luce dei risultati delle cantonali di aprile. Tuttavia è evidente che i diversi candidati presentano altrettanto diverse qualità, rispettivamente punti deboli, rispetto agli altri e, fermo restando l’obiettivo primario di conquistare un seggio per il partito (senza di esso qualsiasi ambizione personale diventa priva di senso), ognuno cercherà di mettere in risalto le prime. Ecco qualche punto che considero a mio vantaggio:

  1. Un’esperienza politica nazionale frutto di quasi 14 anni di impegno accanto a persone del calibro di Ueli Maurer, Christoph Blocher, Gregor Rutz (mitico segretario generale sotto la presidenza di Ueli Maurer), Caspar Baader, e tutta una serie di consiglieri nazionali e agli Stati UDC, quale membro della Direttiva nazionale del partito.
  2. Una completa dedizione al partito che penso mi sia riconosciuta anche da chi al mio modo di esprimermi diretto e senza peli sulla lingua, preferisce nella politica un approccio più soft e politicamente corretto. Ma che volete farci, ognuno ha il suo carattere e io, pur rimettendoci un po’ qualche volta dal punto di vista elettorale, preferisco ottenere consensi per le mie idee (che sono poi quelle dell’UDC) che non diluirle per allargare il seguito prettamente personale. Chi mi vota sa esattamente chi e cosa sostiene, senza possibilità di errore.
  3. Spesso e volentieri, una volta eletti, l’interesse personale – anche espresso in concreta pecunia – ha il sopravvento sull’ideale politico. C’è gente che prende più soldi in gettoni di consigli d’amministrazione di quanti ne metta in tasca quale retribuzione per l’attività parlamentare. Anzi, per alcuni è questo l’unico motivo per ambire all’elezione. Ebbene, non so gli altri, ma io mi sento di prendere in questa sede il solenne impegno, se sarò eletto, a rifiutare durante il mandato qualsiasi posto in consigli d’amministrazione mi venisse offerto. Ritengo infatti, pur avendo una posizione politica a favore dell’economia, che un parlamentare debba essere libero da qualsiasi pressione quando deve prendere delle decisioni. E l’unico modo è non farsi lusingare dalla “dea pecunia” che non agisce mai disinteressatamente, e un giorno ti chiede la contropartita sotto forma di un voto a favore o contro un interesse lobbistico.
  4. Parlo correntemente il tedesco, una condizione non indispensabile certo, ma un “atout” spesso determinante per portare avanti i problemi ticinesi in un gremio a larga maggioranza alemannica. E non è una questione di servilismo nei confronti del balivo, per due motivi:
  1. Per quel che concerne l’attività parlamentare i servizi di traduzione della Confederazione sono molto efficienti;
  2. Al contrario di quanto si pensi comunemente, lo Svizzero tedesco è ben lungi dall’assumere atteggiamenti da balivo nei nostri confronti, semplicemente non ci capisce e non fa eccessivi sforzi per farlo. E fra questi sforzi c’è quello di imparare l’italiano. Semmai ci si arrangia un po’ con il “français fédéral” imparato sui banchi di scuola. Ma, per esperienza personale in diversi campi, quando gli si spiega in modo chiaro il problema, è facile ottenerne la collaborazione e il sostegno.

Perciò, siccome la politica si fa innanzitutto nei corridoi di palazzo cercando di ottenere e, perché no, di barattare il sostegno sui diversi temi d’interesse, pensare di farlo efficacemente in italiano o, nel migliore dei casi, in un francese magari un po’ stentato, è pura utopia.

Perciò il 23 ottobre 2011 raccomando il voto

Eros Nicola Mellini (x 2)

un UDC DOC!